UN GRANDE PIANO INNOVATIVO PER L’ECONOMIA PORTUALE LIVORNESE UN IMPERATIVO: RICUCIRE FORBICE TRA ECONOMIA PORTUALE E CITTADINA

Dopo la recente firma per lo scavalco ferroviario, segno dell’attenzione del ministro Toninelli su Livorno, è il momento di rilanciare un grande piano per l’economia portuale livornese.
In modo che l’amministrazione comunale sia in grado, per il settore vitale dell’economia cittadina, di rispondere alle sfide che ci attendono per gli anni ’20.

PRIMO ELEMENTO: COSTRUIRE LA GOVERNANCE

Dare le deleghe, e le competenze, necessarie ad un assessorato del mare per trasformarlo in un ministero locale della portualità (sul modello di Amburgo). Segno di un municipalismo reale, basato sulle leggi vigenti, non immaginario.
Secondo: accorpare le deleghe non solo sul piano direttamente produttivo, o di mediazione sul lavoro, ma anche su quello della ricerca e della formazione in ambito logistico e tecnologico. In modo da saper rispondere all’impatto dell’industria 4.0 sulla portualità e da governare uno sviluppo tecnologico eguale sul nostro scalo
Terzo: costruire il soft-power necessario, in sinergia con ministeri e enti competenti, per poter affiancare e aiutare l’Autorità di sistema portuale, senza concorrere con essa, nella governance degli anni ’20.

PRIMO OBIETTIVO: CREARE SUBITO 300 posti di lavoro.

Creare lavoro subito si può. Da soluzioni innovative e dalla razionalizzazione degli spazi possono emergere già da oggi 300 posti di lavoro. Sfidiamo chiunque, tra le forze politiche, saper fare altrettanto. Bisogna lavorare su un paradosso che è un punto di forza: a Livorno oggi c’è piu’ lavoro che spazi a disposizione. Ma gli spazi sono razionalizzabili e, da qui, occorre un impegno immediato per l’amministrazione.

OBIETTIVI A MEDIO TERMINE

Una governance municipale che, oltre al dibattito su Darsena Europa hard o light, sappia intervenire permanentemente, e in modo positivo, sul problema degli spazi. Perché le grandi infrastrutture richiedono almeno dieci anni di tempo per essere costruite. La governance si pone il problema del qui ed ora. Ruolo attivo, rispettoso delle prerogative delle parti, e propositivo sugli standard salariali e professionali necessari per il lavoro sulle banchine. In modo da impedire, e calmierare, le guerre al ribasso di tariffe, salari e condizioni di lavoro. Capacità di saper attirare l’economia marittima green, con spazi dedicati, catalizzando gli investimenti (pubblici e privati) probabili in materia. Governance sulla capacità di garantire banchine evitando i problemi del recente passato. Attivazione delle ZES, zone economiche speciali, in sinergia con i progetti zona e porto franco, in grado di attirare gli investimenti in materia.
Costruzione di una industria dell’analisi dei dati del mare, una volta a regime in grado di produrre almeno cento posti di lavoro, che sarebbe un unicum in Italia (i dati del mare sono, nelle previsioni degli analisti, il terzo grande produttore di posti di lavoro nei big data per gli anni ’20 in Europa). Sinergia di ricerca, con istituti specializzati, su impatto e futuro dell’industria 4.0 nel nostro scalo, Costruzione in un incubatore di start-up dedicato a economia portuale ed economia del mare che è altro settore tutto da allargare.
Fondi, pubblici e privati, professionalità,know-how e tecnologie ci sono, Metteremo Livorno nelle condizioni di vincere le sfide del suo scalo per gli anni ’20. Con benefici per tutta la città e per il suo ambiente

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